“Ma io non so disegnare!”
Superare le paure con un approccio integrato
Quando una persona inizia un percorso di psicoterapia espressiva integrata all’arteterapia, una delle prime frasi che spesso emergono è: “Ma io non so disegnare! Cosa dovrei fare?”. Questo timore è comune, poiché molti di noi hanno smesso di disegnare fin dalle scuole elementari o medie, lasciando l’arte a chi riteniamo “capace”. Ma in psicoterapia espressiva, le abilità artistiche non sono necessarie: l’arte diventa uno strumento per esprimere chi siamo, senza filtri o paure.
Libertà creativa ed espressione spontanea
Nelle sedute di psicoterapia espressiva, l’arte è un mezzo per entrare in contatto con il proprio mondo interiore, non per dimostrare abilità. L’invito è ad usare i materiali artistici liberamente, senza preoccuparsi del risultato finale o delle tecniche. In questo spazio, non esistono regole su “come fare arte”: ciò che conta è la spontaneità.
Cosa rivelano le creazioni spontanee?
Creare senza giudizio permette di svelare emozioni profonde e spesso inaccessibili con le parole. Attraverso un disegno, un colore, o una forma, emergono desideri, bisogni, ma anche tensioni, paure e dolori che difficilmente riusciremmo a raccontare. Questi momenti di espressione non verbale sono preziosi: l’opera diventa un ponte tra la persona e le sue emozioni più autentiche.
“Meglio se non sai disegnare!”: il valore della creatività priva di condizionamenti
L’arteterapia si svolge su un canale espressivo che va oltre la parola e che permette di connettersi con il corpo e i sensi. Disegnare, modellare, dipingere senza uno scopo preciso stimola una connessione profonda con se stessi, che si esprime attraverso il tatto, la vista, l’olfatto, l’udito e il ritmo del proprio gesto. Questo processo può riportare alla luce ricordi, sensazioni ed emozioni che il linguaggio verbale non riesce a raggiungere.
Uno spazio protetto, lontano dal giudizio
Nell’ambiente accogliente dello studio-atelier, l’opera creata non sarà giudicata. Non si è a un corso d’arte, nessuno chiederà perfezione o tecniche complesse. Qui l’attenzione è sul processo: sul come si è creato e su ciò che si è sentito mentre si creava. In questo spazio sicuro, il paziente è libero di sperimentare e di condividere, se lo desidera, i pensieri e le emozioni suscitate dalla sua creazione.
Un percorso integrato: la psicoterapia espressiva tra parola e immagine
La psicoterapia espressiva integrata all’arteterapia rappresenta un approccio che unisce parola e immagine, introspezione e manualità, mente e corpo. È un invito ad esplorare nuove vie per esprimere se stessi e a scoprire risorse personali inaspettate, osservando il proprio mondo interiore senza giudizio. Questo percorso psicoterapeutico offre un modo unico di ascoltarsi, accogliere i propri vissuti e, infine, trovare nuove risposte e soluzioni.
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Bibliografia
- Della Cagnoletta M., Arte Terapia: La Prospettiva Psicodinamica, Carocci Faber, 2010
- Bollas C., L’Ombra dell’Oggetto, Raffaello Cortina Editore, Milano 2018